Napoli, per Gabbiadini finale da Oscar: ora va all'estero

Addio al Napoli, il rigore di Firenze non cambia la storia. Tanti rimpianti, per un venticinquenne: perché il talento e le capacità sono fuori discussione, ma certi flirt non riescono proprio a diventare storie vere

corrieredellosport.it
12/27/2016 09:19
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NAPOLI - Rigore al 94'. Il Napoli è sotto di un gol a Firenze e sul dischetto si presenta Manolo Gabbiadini, 9 minuti di gioco appena: rincorsa, sinistro preciso come un colpo di stecca e gol. Il sorriso si allarga soddisfatto e compiaciuto e il sipario cala: e, si spera, tutti vissero felici e contenti. Arrivederci, Manolo, La squadra tornerà in campo venerdì, e anche se lui comincerà l'anno nuovo in azzurro, al lavoro, la strada è segnata: entra Pavoletti, esce Gabbiadini. A testa alta, però: nonostante la rabbia e le panchine, nonostante l'ombra di Higuain, Milik, Mertens, i rimpianti e l'amarezza, il popolo dei tifosi del Napoli lo ricorderà sempre così. Come un vincente.



ULTIMO GOL - E allora, l'ultima scena. Da oscar: miglior congedo, per carità, non avrebbe mai potuto immaginarlo neanche lui sognando di notte. Nove minuti e gol pesantissimo: tanto per dare un'ultima lucidata alle statistiche, di tutto rispetto considerando le briciole mangiucchiate nell'ultima stagione e mezza tra gli exploit di Higuain e Mertens, l'arrivo di Milik e quello ormai certificato di Pavoletti. Numeri: 1.658 minuti di gioco, 18 partite da titolare e 12 gol in campionato, Champions, Europa League e Coppa Italia tra la stagione precedente e quella giunta al giro di boa dopo il pareggio-show del Franchi. L'ultimo stadio del Gabbia azzurro. L'ultima partita di un 2016 che il Napoli ha pareggiato proprio con un gol su rigore di Manolo. A freddo.


REGALO DI NATALE - Freddissimo è anche il sangue nelle vene del Gabbia: nonostante fosse entrato neanche dieci minuti prima, l'attaccante azzurro ha ripagato la fiducia di Sarri senza battere ciglio. Ironia della sorte: il feeling tattico tra lui e il tecnico non è mai decollato, come testimoniano anche la recente preferenza per il modulo con il falso nueve e l'acquisto di Pavoletti, eppure è toccato a Gabbiadini addolcire il Natale del popolo napoletano e, soprattutto, evitare a tecnico e squadra tutta la quarta sconfitta stagionale. Una squadra che, molto presto, sarà soltanto il passato. La situazione, ormai, non è più proficua per nessuno: Manolo e Sarri non sono mai riusciti a coniugare le rispettive esigenze tecnicotattiche, anche dopo l'addio di Higuain.

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