Pinilla ammette il fallo: «Il Napoli ha ragione»

L'attaccante ha ammesso in privato: «Il mio gol era irregolare». E Nicchi dice: «E’ stato un errore»

corrieredellosport.it
03/24/2015 07:12
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ROMA  - Il Napoli si lamenta, il Napoli protesta, il Napoli urla. E stavolta ha ragione, almeno quanto hanno ragione gli innocenti che subiscono una condanna ingiusta. Il gol di Mauricio Pinilla, che ha portato in vantaggio l’Atalanta al San Paolo, era evidentemente irregolare e ha condizionato la partita già molto complicata dalle difficoltà tecniche della squadra. 

L'EPISODIO - Lo hanno visto tutti, il fallo su Henrique, che forse ha ingannato l’arbitro Calvarese perché invece di incavolarsi si è disperato quando il pallone è entrato in rete. Si può discutere sui toni e sui tempi dello sfogo del Napoli, dal tweet comparso sul profilo ufficiale del club all’atteggiamento mediatico di Rafa Benitez, ma non sulla legittimità delle rimostranze: è vero, il Napoli non era riuscito ancora a eludere le trappole difensive predisposte dal vecchio amico Reja nonostante la superiorità numerica. Ma pochi minuti più tardi ha segnato con Zapata il gol che, senza quell’errore arbitrale, forse avrebbe dato un altro senso alla rincorsa verso un posto in Champions League: si può vincere anche giocando male, nel calcio, è previsto dal regolamento. 

L’AMMISSIONE. Che fosse fallo lo ha confessato anche Pinilla, l’autore del gol. Ne ha parlato a un ex compagno del periodo cagliaritano, Gabriele Perico, che oggi gioca nel Cesena, guarda caso penalizzato a sua volta da questo errore. Dopo la sconfitta con la Roma i due amici si sono sentiti. E Pinilla ha candidamente ammesso la verità: era fallo. Anzi, Pinilla era convinto che l’arbitro fischiasse ed è rimasto sorpreso del contrario. Per Perico la beffa è doppia: è bergamasco di nascita ma non può festeggiare di certo il pareggio dell’Atalanta che ha allontanato il Cesena dal quart’ultimo posto e quindi dal lauto premiosalvezza promesso dal presidente Lugaresi.

IN EFFETTI ... L’errore è stato confermato addirittura dal capo del signor Calvarese, Marcello Nicchi, durante la riunione plenaria di Fiumicino. Il presidente dell’Aia, dopo aver provato a sdrammatizzare con una frase infelice («Le polemiche sono la cosa più bella che ci sia nel calcio italiano ») ha poi chiarito: «A quanto mi dicono, a Napoli è stato commesso un errore ». Sarebbe carino anche spiegare per quale motivo, nel pallone immerso tra le telecamere, Nicchi non si fidi di quanto ha visto con i suoi occhi e debba cercare certificazioni da collaboratori presenti al San Paolo. Ma è bene accontentarsi, ricordando altri casi in cui la componente arbitrale ha difeso a spada tratta la categoria contro ogni evidenza. «Gli errori non mi preoccupano - ha continuato Nicchi - mi preoccupa di più il taglio di cinque milioni deciso nei confronti del settore. Questo può incidere sulla qualità. Quanto alle lamentele, i club fanno a turno. Dobbiamo abituarci...». 

NON SO ... Curiosamente anche il designatore, Domenico Messina, giura di non aver ancora visto il gol di Pinilla. Solo che a differenza di Nicchi nemmeno si appoggia a quell’espressione («A quanto mi dicono...»), tirandosi fuori da ogni giudizio di merito sull’errore del suo arbitro. 

ASSENZA. E il Napoli del giorno dopo che dice? Niente. A Fiumicino non è andato Benitez ma il suo vice Pecchia. E questo può essere solo un caso, considerando che tanti altri allenatori di serie A hanno disertato la riunione per impegni vari. Ma la tensione, da De Laurentiis in giù, resta altissima. Dopo la sosta, nel sabato prepasquale, all’Olimpico si gioca Roma- Napoli, una partita che conta tanto per la classifica e tantissimo per le due tifoserie. Servirà un arbitro molto bravo e lucido per evitare altre polemiche, da una parte e dall’altra. Di sicuro non basterà un Calvarese qualsiasi. 

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