Napoli, Higuain vuole difendersi come Maradona

Il Pipita ha deciso di parlare davanti alla Corte Federale, lo fece anche Diego

corrieredellosport.it
04/06/2016 09:08
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NAPOLI - Gonzalo Higuain vuole parlare. Sì, il Pipita ha annunciato al Napoli di essere pronto a farsi ascoltare dalla Corte d'appello federale per raccontare la sua verità. Per spiegare le proprie ragioni: è consapevole di aver sbagliato domenica a Udine, ma si sente vittima di un'ingiustizia. Esclude categoricamente ogni violenza e, a meno che i legali del club non lo riterranno opportuno, ha la ferma intenzione di andarlo a riferire personalmente. Come fece Borja Valero nel 2014 dopo Parma-Fiorentina e, soprattutto, come fece Maradona nel 1984 dopo un Ascoli-Napoli. Corsi e ricorsi.


LUI E DIEGO. E allora, la battaglia di Higuain. Dal suo punto di vista, la questione è molto chiara: Gonzalo sa di aver avuto una reazione sbagliata, ma allo steso tempo ritiene anche di aver subito una squalifica eccessiva, sproporzionata. Ha spiegato di aver poggiato le mani su Irrati esclusivamente per evitare un contatto e non per fronteggiarlo, e insieme con altre argomentazioni che per lui confutano la violenza è pronto a riferirlo in forma ufficiale alla Corte d'appello federale. Proprio come fece Borja Valero nel febbraio 2014; proprio come fece Diego dopo un Ascoli-Napoli 1-1 del 18 novembre 1984. Maradona, espulso dall'arbitro Ciulli di Roma e squalificato ingiustamente per una giornata a causa di un presunto colpo mai sferrato a Nicolini, ottenne a Milano l'assoluzione in appello dopo un'accorata arringa di venticinque minuti.

 

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