Diawara: regia baby, idee da big

Ha 19 anni ma in campo si muove come un veterano: così si è impadronito del ruolo che tocca ai più grandi

corrieredellosport.it
11/25/2016 09:36
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NAPOLI - Amadou Diawara ha 19 anni e mezzo, secondo l’anagrafe. Secondo il gioco del calcio ne ha almeno 10 di più. Diawara si mette davanti alla difesa e chiede palla a Koulibaly o Albiol, due che hanno qualche anno di calcio più di lui. Fa girare quella palla sui piedi di Hamsik, si sposta, si libera della marcatura e chiede allo slovacco (che nel Napoli ha segnato più di Maradona) di restituirgli il pallone perché nel frattempo gli è venuta un’altra idea. Diawara alza la testa e spedisce la palla sulla destra verso Callejon, con un lancio esatto di 40 metri. Così si gioca a 25-26 anni, non a 19. Vuol dire che Diawara deve riempire questo periodo con altri progressi. E’ obbligato a crescere e, se mantiene il passo della sua carriera, diventerà uno dei più grandi registi di questo decennio.


LA CRESCITA - La carriera di Diawara non sale, salta. L’esordio in Italia è di un anno e mezzo fa, in Lega Pro con San Marino. E’ l’8 febbraio 2015. Lo compra subito il Bologna e debutta in Serie A il 22 agosto dello stesso anno: in meno di 7 mesi, salto doppio dalla Lega Pro alla A. Al primo campionato col Bologna arriva a 34 presenze. Lo acquista il Napoli e il 19 ottobre scorso altro esordio in Champions League contro il Besiktas quando, nel secondo tempo, prende il posto di Jorginho. In 20 mesi, dalla Lega Pro alla Champions. Timori, titubanze, incertezze? Zero. Dopo la prima partita di Champions, Sarri sorride: «O è fortissimo o è incosciente». Nel senso che sta in campo come se la Champions fosse il campionatino del cortile di casa. Insomma, roba sua.

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