RIAD - Chi è cresciuto con la Ginga di Pelè sa ballare ovunque, anche nel deserto, in cima a una duna, tenendo in equilibrio un trofeo. David Neres tira fuori dalle scarpe la danza brasiliana applicata al pallone e regala al Napoli la Supercoppa. Due gol al Bologna a Riad, uno con un “tiraggir” e un altro più “contiano”, dopo aver recuperato la sfera nell’area piccola. In un Al-Awwal Park silente, con due teloni nelle curve per mascherare il mancato sold out, i campioni d’Italia arpionano anche la Supercoppa. Un titolo che a Castel Volturno mancava da undici anni. Ode al Bologna lo stesso, che magari stasera ha sbagliato la partita - troppo aggressivo il pressing azzurro -, ma può ritenersi soddisfatto del viaggio. Cinquemila chilometri fa - la distanza tra Riad e il Dall’Ara - non avrebbe mai immaginato di guardare in alto, tra i grattacieli, e vedersi lì.
Alex Del Piero, presente in tribuna, avrà dato di gomito a Panucci, Vieri o magari a Baggio, sussurrandogli un bel… "così una volta li facevo io". Il gol di Neres è la quintessenza del "tiro a giro", la versione mancina dei capolavori di Alex. A Napoli se n’è appropriò Insigne trasformandolo in "tiraggir": al 38’ l'ex Ajax si libera, mira all’incrocio e infila Ravaglia da posizione defilata, sulla destra. Il resto è uno show di dribbling, tunnel e ripiegamenti che fanno sibilare un "wow" ai 18mila sauditi. Conte gli dirà "bravo" soprattutto per il secondo gol, arrivato dopo aver pressato Lucumi - superficiale il passaggio di Ravaglia - e chiuso con uno scavino finale (56'). Sesto gol stagionale, terzo in Supercoppa. Se l’è presa quasi da solo.
Si può dire che l’insegnamento Mourinho ha resistito al tempo. Conte, almeno all’inizio, ha fatto come San José a Barcellona nel 2010, l’anno del Triplete, quando prima di sfidare Messi e tutti i titani disse alla sua Inter che "non voleva la palla". Meglio lasciarla agli altri e andare a pressare. Il Napoli l’ha vinta così, alzando gli esterni e azzannando il Bologna fin dal primo minuto. Miranda e Holm, strani costruttori, hanno fatto fatica a uscire sulle fasce, tant’è che gli azzurri hanno spesso giocato di prima creando occasioni in serie (nel primo tempo Hojlund ed Elmas vicini al gol, nella ripresa altre quattro occasioni). Ravaglia ha tenuto in piedi Fort Bologna, poi ha sbagliato sul 2-0. Ultimo appunto su Neres: oltre ai due gol, un gran lavoro difensivo. Per il duello della serata va guardato il Nord Europa, comunque: Heggem, uno che fino a tre anni fa giocava in seconda serie norvegese, ha contenuto Hojlund meglio di De Winter, anche se con qualche sbavatura. Possibile plusvalenza a referto. Il resto della squadra è mancato, soprattutto i leader: Orsolini, Castro, Odgaard.
Italiano ha sbagliato una partita e di sicuro sarà nervoso, ma sull’aereo di ritorno, a mente lucida, potrà ripensare al percorso e non al risultato. Il Bologna ha giocato due finali in sei mesi dopo non averne disputata neanche una in cinquant’anni, eccezion fatta per l’Intertoto del 1998. Quarta finale persa su cinque per Vincenzo, che può tenersi stretta la favola Bologna. Il Napoli, invece, se ne torna a Capodichino con un altro trofeo in valigia. Due partite quasi perfette, senza rischiare più di tanto, tirando schiaffi e incassando poco. Tre le chiavi: la difesa del pallone di Hojlund, i lampi di David da San Paolo e una retroguardia che in due partite non ha subito gol. Infine, la mano dell’allenatore si è vista anche stavolta. Alla vigilia, infatti, Conte aveva detto che le finali sono belle, bellissime, ma che alla fine ci si ricorda solo di chi vince. L’Arabia Saudita gli ha regalato la terza Supercoppa, il decimo trofeo in carriera. Nel deserto ha trovato un fiore.
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus (83' Buongiorno); Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola (69' Gutierrez); Neres (78' Mazzocchi), Elmas (69' Lang); Hojlund. Allenatore: Antonio Conte
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumì, Miranda; Ferguson (69' Dallinga), Pobega; Orsolini (79' Dominguez), Odgaard (46' Moro), Cambiaghi (69' Rowe); Castro (79' Immobile). Allenatore: Vincenzo Italiano
Ammoniti: Heggem, Cambiaghi, Holm (B), Politano (N)
Marcatori: 39' Neres, 57' Neres