La stagione 2025-26 del Napoli ha confermato l’impronta di Antonio Conte: una squadra più verticale, intensa nel recupero palla e pragmatica nella gestione dei momenti della partita. Dopo lo scudetto conquistato nella stagione precedente, gli azzurri erano chiamati a misurarsi con un’annata più complessa, tra la difesa del titolo, il ritorno in Champions League e una rosa ridisegnata dal mercato estivo.
Il mercato ha inciso in modo evidente. L’arrivo a parametro zero di Kevin De Bruyne ha aggiunto leadership, qualità e visione, anche se il grave infortunio al bicipite femorale e l’operazione hanno limitato pesantemente il suo impatto nella parte centrale della stagione. Sam Beukema ha portato solidità e pulizia d’impostazione in difesa, Noa Lang ha aggiunto imprevedibilità sugli esterni, mentre Lorenzo Lucca ha ampliato le soluzioni fisiche in area. Davanti, Rasmus Hojlund si è rivelato uno degli innesti più importanti: gol pesanti, presenza costante e capacità di dare profondità alla manovra.
Il momento più alto della stagione è arrivato con la Supercoppa Italiana a Riyadh. Il Napoli ha costruito un percorso netto, battendo prima il Milan 2-0 in semifinale e poi il Bologna 2-0 in finale, con David Neres grande protagonista dell’atto conclusivo. È stato il trofeo che ha certificato la competitività della squadra e la capacità di Conte di incidere subito anche nei momenti da dentro o fuori.
Molto deludente, invece, il cammino europeo. Nella nuova Champions League a girone unico, il Napoli non è riuscito a trovare continuità e ha chiuso al 30° posto con appena 8 punti, fuori anche dalla zona playoff. La sconfitta interna per 3-2 contro il Chelsea nell’ultima giornata ha sancito un’eliminazione amara, al termine di un percorso segnato da buone prestazioni isolate, cali di tensione e limiti di profondità nella rosa. Anche la Coppa Italia ha lasciato rimpianti. Nei quarti di finale, il Napoli è stato eliminato dal Como dopo l’1-1 nei tempi regolamentari e una lunghissima serie di rigori, chiusa con il successo dei lariani. Una sconfitta inattesa, che ha tolto agli azzurri un’altra possibilità concreta di arrivare fino in fondo in una competizione nazionale.
In campionato, chiudendo al secondo posto Conte ha conquistato la qualificazione alla Champions League 2026-27. Il recupero progressivo degli infortunati l’esplosione di Vergara e l’acquisto di Gennaio di Alisson Santos hanno aggiunto freschezza, imprevedibilità e nuove soluzioni offensive. Il piazzamento ha confermato la competitività del gruppo, ma è coinciso con l’addio di mister Conte a fine campionato.
| Competizione | Giocate | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Fatti | Subiti | G | V | P | S | GF | GS |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
La stagione 2025-26 del Napoli ha confermato l’impronta di Antonio Conte: una squadra più verticale, intensa nel recupero palla e pragmatica nella gestione dei momenti della partita. Dopo lo scudetto conquistato nella stagione precedente, gli azzurri erano chiamati a misurarsi con un’annata più complessa, tra la difesa del titolo, il ritorno in Champions League e una rosa ridisegnata dal mercato estivo.
Il mercato ha inciso in modo evidente. L’arrivo a parametro zero di Kevin De Bruyne ha aggiunto leadership, qualità e visione, anche se il grave infortunio al bicipite femorale e l’operazione hanno limitato pesantemente il suo impatto nella parte centrale della stagione. Sam Beukema ha portato solidità e pulizia d’impostazione in difesa, Noa Lang ha aggiunto imprevedibilità sugli esterni, mentre Lorenzo Lucca ha ampliato le soluzioni fisiche in area. Davanti, Rasmus Hojlund si è rivelato uno degli innesti più importanti: gol pesanti, presenza costante e capacità di dare profondità alla manovra.
Il momento più alto della stagione è arrivato con la Supercoppa Italiana a Riyadh. Il Napoli ha costruito un percorso netto, battendo prima il Milan 2-0 in semifinale e poi il Bologna 2-0 in finale, con David Neres grande protagonista dell’atto conclusivo. È stato il trofeo che ha certificato la competitività della squadra e la capacità di Conte di incidere subito anche nei momenti da dentro o fuori.
Molto deludente, invece, il cammino europeo. Nella nuova Champions League a girone unico, il Napoli non è riuscito a trovare continuità e ha chiuso al 30° posto con appena 8 punti, fuori anche dalla zona playoff. La sconfitta interna per 3-2 contro il Chelsea nell’ultima giornata ha sancito un’eliminazione amara, al termine di un percorso segnato da buone prestazioni isolate, cali di tensione e limiti di profondità nella rosa. Anche la Coppa Italia ha lasciato rimpianti. Nei quarti di finale, il Napoli è stato eliminato dal Como dopo l’1-1 nei tempi regolamentari e una lunghissima serie di rigori, chiusa con il successo dei lariani. Una sconfitta inattesa, che ha tolto agli azzurri un’altra possibilità concreta di arrivare fino in fondo in una competizione nazionale.
In campionato, chiudendo al secondo posto Conte ha conquistato la qualificazione alla Champions League 2026-27. Il recupero progressivo degli infortunati l’esplosione di Vergara e l’acquisto di Gennaio di Alisson Santos hanno aggiunto freschezza, imprevedibilità e nuove soluzioni offensive. Il piazzamento ha confermato la competitività del gruppo, ma è coinciso con l’addio di mister Conte a fine campionato.
| Competizione | Giocate | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Fatti | Subiti | G | V | P | S | GF | GS |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
Stadio Diego Armando Maradona
EA7 & MSC