NAPOLI - Se per caso fosse un sogno, non svegliatelo: e mentre corre incontro al vento, Antonio Vergara, incredulo, scopre ch’è tutto vero. Due gol in quattro giorni nello stadio di casa sua, le favole esistono. Napoli-Fiorentina è una serata scugnizza assai, sa di questo ventitrenne che dentro una settimana folle ha messo il suo talento al servizio di una squadra ammaccata e forse anche un po’ sperduta per l’eliminazione della Champions e si è vestito da protagonista nel 2-1 sulla Fiorentina.
Se è nata una stellina si vedrà, presto per dirlo, ma certo il Napoli ha un uomo in più su cui contare nella giornata in cui perde anche Di Lorenzo, uscito prima della mezz’ora in barella. La conta degli assenti è insostenibile e vai a capire se in due giorni di mercato sarà possibile intervenire ancora. La Fiorentina è impalpabile, ha rari guizzi su palle inattive, nel giro di un minuto prende un palo su capocciata di Piccoli deviata da Meret, che poi fa il capolavoro dell’anno con un colpo di reni spaziale su Gudmundsson (26'). Il Napoli è tanto, costruisce ed è sfortunato, Comuzzo salva sulla linea in un mischione, ma vince i duelli ovunque, con Elmas (a uomo) su Fagioli - murato dopo slalom al 39' - e con McTominay su Fabbian.
Vanoli interviene nello spogliatoio, fuori Fabbian e dentro Mandragora; Conte l’ha già fatto dopo l’incidente di Di Lorenzo, con Olivera. Non c’è pace per la Fiorentina, che al 5' della ripresa rischia di affondare, perché Gutierrez s’inventa letteralmente il tiro a giro che diventa 2-0. Ma le partite anche quando paiono anestetizzate sono perfide e la Fiorentina riesce a rimettersi in piedi, le dà una mano Buongiorno e se dà Solomon che apre ad una mezz’ora bruciante con il 2-1. Hojlund non trova il 3-1, Vanoli ne butta dentro tre (Ranieri, Parisi e soprattutto Kean), per avere freschezza. Il campo si allunga per il Napoli stanchissimo e si rimpicciolisce per la viola rifiorita che con Kean, in fuorigioco però, mette paura (30' st) e poi rifà paura, spedendo Meret alla parata in angolo. E’ un finale ruvido, McTominay va a sbattere sui guanti di De Gea e Giovane (entrato a 5' dalla fine) sulla schiena di Ranieri. E la girata di Piccoli a 3' dalla chiusura fa venire la pelle d’oca a chiunque, al Napoli che riesce a blindare poi il suo terzo posto (aspettando la Roma) ma soprattutto alla Fiorentina, che sta là sotto.
NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo (30' Olivera), Juan Jesus, Buongiorno; Miguel Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara (39' st Giovane), Elmas; Højlund (44' st Lukaku). A disposizione: Contini, Ferrante, Lukaku, Giovane, Beukema, De Chiara. All.: Conte
FIORENTINA (4-3-3): de Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens (25' st Parisi); Fabbian (1' st Mandragora), Fagioli, Brescianini (25' st Kean), Piccoli, Gudmundsson (33' st Fazzini). A disposizione: Lezzerini, Christensen, Harrison, Ndour, Fortini, Kouadio, Balbo. All.: Vanoli
Arbitro: La Penna
Marcatori: 11' Vergara (N), 4' st Miguel Gutierrez (N), 12' st Solomon (F)
Ammoniti: Fabbian (F), Buongiorno (N)
vs
36
vittorie
21
pareggi
19
vittorie
102
gol fatti
75
gol fatti
Precedenti a Napoli
| Competizione | Giocate | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Fatti | Subiti | G | V | P | S | GF | GS |
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