Spalletti: «Scudetto corsa a quattro, Maradona mantello per supereroe»

Il tecnico toscano del Napoli si prepara ad affrontare la Fiorentina in uno stadio che sarà pieno e ribollente di tifo

corrieredellosport.it
04/09/2022 15:19
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NAPOLI - Dopo il successo contro l'Atalanta, il Napoli deve continuare a vincere per restare in scia o addirittura approfittare dello scivolone di chi sta davanti. L'ostacolo sulla strada degli azzurri è la Fiorentina e Luciano Spalletti conta anche sull'apporto di uno stadio pieno, senza limiti di capienza, per fare ancora bottino pieno.


L'allenatore del Napoli non vuole guardare alle concorrenti: “Noi dobbiamo ragionare sulla nostra possibilità di fare la nostra corsa e di avere un’idea su quello che ci aspetta e che vogliamo che ci aspetti nel finale di campionato. Ormai arrivati a questo punto sarebbe ridicolo se non ammettessimo apertamente, al di là degli altri risultati, che siamo noi, MilanInter e Juve a lottare per il campionato, ce lo giochiamo al di là dei risultati degli avversari. La gestione dello spogliatoio diventa facile, abbiamo capito ormai con che professionisti doc abbiamo a che fare. Dopo tutto quello che abbiamo passato è ovvio che abbiamo a che fare con professionisti veri, domenica erano quasi tutti in condizione fisica e mentale, nonostante le difficoltà della vigilia. Se non ti sei comportato prima da grandissimo professionista è difficile tenere quel livello di ritmo e mentalità. Per cui ora tutti nel Napoli vogliono giocarsi questa possibilità e io sono convinto che fin da domani lo faranno vedere”.


Domani ci sarà un intero stadio azzurro: "La classifica dice che stiamo facendo bene in campionato, il 'Maradona' pieno dice che stiamo facendo bene per i napoletani. Lo stadio gremito è come un mantello che ti avvolge e ti può far diventare un supereroe". Ciò non toglie che finora il Napoli abbia fatto meglio in trasferta: “Dicevate che avevamo una squadra che ogni tanto aveva delle picchiate, che si perdeva nelle difficoltà, le difficoltà sono più ad andare a vincere fuori che in casa. Per cui aver vinto quelle partite ha più valore della difficoltà di aver perso in casa. Quelle sconfitte sono figlie di tentativi di mettere in pratica il calcio che vogliamo fare, tentativi non riusciti, più qualche episodio che ci è girato contro. Siamo riusciti a perdere partite senza subire un tiro in porta, per cui… Abbiamo avuto la volontà di ripeterci tutte le volte, al di là del risultato precedente e non dobbiamo far niente di differente da quanto fatto finora. L’ultima in casa è stata un’ottima partita, lo stadio pieno, come domani, era l’ultimo pezzetto che ci mancava. Se avremo dei momenti di difficoltà durante la gara basterà guardarci intorno e sarà tutto più facile. Il Maradona pieno dice che stiamo facendo bene nel cuore dei napoletani, ed è più importante di quello che dice la classifica, perché i napoletani si intendono di calcio, sanno capire i comportamenti, è un premio che ci piace prenderci”.


Spalletti, il calcio e la guerra: “Il mondo del calcio si è espresso già più volte, abbiamo fatto video, tutti hanno detto molte cose, si può aggiungere anche altro, perché questa guerra sta andando avanti e come qualsiasi guerra turba le coscienze, è un veleno che cola dentro le nostre case e ci impedisce di vivere serenamente vedere quelle immagini, che turbano la sensibilità di chiunque. La rivolta della gente comune è sempre stata la cosa importante per riuscire a fermare le guerre, per cui ognuno può dare il suo contributo, ognuno faccia quello che può senza chiedersi se sia importante. La guerra uccide chi la subisce ma soprattutto, per sempre, anche rimanendo in vita, chi la fa. Vedere quelle immagini è insopportabile”.


Si torna al campionato e all'attualità: “Vanno dati meriti al club Fiorentina perché hanno fatto una squadra forte, lavorando bene sul mercato e nella scelta dell’allenatore. Le insidie? Basta ricordare la partita di Coppa Italia dove ne abbiamo presi 5, in casa, per cui io allenatore l’ho portato per esempio alla mia squadra: la grinta di Italiano e l’accanimento con 5 gol di scarto, il modo in cui attaccava anche contro 9 è il modo corretto per infondere ai propri calciatori la determinazione per diventare una grande squadra, gli va detto bravo. Chiaro che la partita diventa insidiosa perché loro vogliono proporre un calcio moderno al di là di quello che ogni tanto dicono in televisione. Vogliono fare un calcio veloce, fatto di pressioni alte e di avvolgimento di gioco sulle catene esterne, attaccano molto sulle fasce, sarà una partita difficilissima, però noi sappiamo quello che dobbiamo fare e vogliamo provare a vincerla, ma la difficoltà è stata evidenziata in Coppa”.


Spalletti spiega il segreto del suo Napoli“La resilienza fa la differenza, essere sempre disponibili a ripartire, a mettersi in gioco, aver voglia di farsi calli nei piedi giorno dopo giorno, senza cercare il titolo facile, che è molto più comodo. Noi dobbiamo assolutamente tentare di vincere queste sette partite, dal fischio di inizio l’atteggiamento dovrà essere di fare di tutto per portare a casa la partita, mantenendo equilibri e attenzione, però l’abbiamo chiaro il nostro cammino da qui alla fine, quello che deve essere il nostro cammino, poi è chiaro che ci sono gli avversari e l’atteggiamento e il risultato della prossima dipende anche dalla precedente, ma sono convinto che i ragazzi daranno tutto in queste sette partite. Uno scudetto che possiamo vincere e non vincere, lo dobbiamo vivere serenamente questo periodo, anche perché, al di là di come vada, è stata e sarà una storia bellissima. Penso che nessuno che usi il cervello potrà dire anche se perdiamo, che è stato un fallimento, perché già il raggiungimento della Champions sarebbe un trionfo. I nostri calciatori sanno quello che vogliono e lo faranno vedere, poi se sarà sufficiente lo vedremo strada facendo. Anche oggi in allenamento era chiaro il messaggio che hanno mandato di come andava sviluppato e di quello che doveva essere l’intenzione, è stato fatto tutto bene, sono convinto che domani faremo una buona partita”.


Rassicura tutti, Spalletti, sulle condizioni di Victor Osimhen“Sta bene, anche lì a inizio settimana c’è stato questo avvertimento in un gesto dentro la partitina e allora per precauzione lo abbiamo fermato. Non averlo ci ha aiutato a capire la qualità dei calciatori con cui abbiamo a che fare, non averlo ci ha aiutati a crescere, ci ha confermato soprattutto quanto è forte Mertens, quanto è forte Petagna, quanto è forte Zanoli che non ha mai giocato e fa il Di Lorenzo, perché questo ha fatto. Lozano e Elmas che entrano dopo e mettono al sicuro il risultato, perché in quell’azione c’è forza, velocità, intenzione sana. Osimhen, perciò, è importantissimo, ma non lo spingete troppo sennò lo allontanate dalla squadra, invece deve stare dentro, è forte, se fa le cose correttamente e se fa quello a cui ci ha abituati, sennò non si riesce ad avere gioco corale, di gruppo”. Su Lobotka“Il play forte è quello che ti dà soluzioni, sbocchi, il gioco di squadra, ma anche qui è facile ricordare che non sempre c'è stato, ha avuto infortuni, c'era Demme che è stato spesso il migliore in campo, ma io devo scegliere e farne giocare 11 e ho dato forza a Lobotka. Demme non ha avuto quest'opportunità, ma quando entrerà si farà trovare pronto e questo fa la differenza, non prendere il posto di un altro ma giocare al suo fianco, così il gruppo diventa fortissimo. Lobotka forte, ma Demme forte quanto Lobo se lo avessi fatto giocare".


Fa il sornione Spalletti alla domanda su quale sia il suo sogno: “E' molto semplice, ma non si dice. Quello degli altri è altrettanto facile da capire, ma non si dice. Chi è nello spogliatoio si accorge qual è il sogno di tutti”. Capitolo Mertens“Mertens? E’ colpa mia se non ha giocato, perché meriterebbe di giocare tutte le partite e avrebbe meritato più spazio per come si allena e ragiona, per la sua qualità in allenamento, poi io sono convinto che ha già dato un importante contributo per essere a questo punto del campionato con questa classifica, ma so anche che il meglio lo deve ancora dare, da qui alla fine e con quelli come lui è facile non rimanere delusi, è evidente la sua intenzione, il suo sentimento verso questi colori, questa città e questo club, per cui mi dispiace però poi nel dispiacere io sono anche contento di avere a che fare con delle persone così perché poi mi restituiscono il massimo che posso chiedere. Lo vedo come prima punta e come seconda punta, contro la Fiorentina giocava seconda punta. Tutte le volte che non ho vinto ho sicuramente sbagliato ma devo continuare a scegliere per fare la formazione e tenere qualcuno fuori, anche se mi piange il cuore”.


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