OPORTO - Regole del buon ospite: insegnare a chi viene da fuori usanze e tradizioni locali. La città di Porto ha un soprannome che la caratterizza, la chiamano “Cidade Invicta”. E cioè “mai doma”. I ragazzi di Farioli l’hanno spiegato in fretta al Napoli di Allegri, che torna in Italia con le ossa rotte e tanti dubbi sul futuro. Al Do Dragao finisce 4-1, con un secondo tempo dominato dalla squadra di casa. Il Porto è andato avanti due volte, prima con Bednarek e poi con Gabri Veiga e l’ha chiusa con la zuccata di Kiwior e il punto esclamativo di Samu su rigore. Benissimo l'ingresso in campo di Santi Gimenez, autore dell'assist del 2-1 e di quello che ha portato al rigore finale. In mezzo era arrivato il pareggio del Napoli con McTominay, ma ovviamente non serve a nulla. Stasera non c'è niente da salvare.
Pronti via il Porto è già avanti e le colpe della difesa del Napoli sono evidenti. Sul corner di Veiga da destra Bednarek parte dal limite tutto solo e salta indisturbato tra Vergara e McTominay. Il vantaggio dei padroni di casa si consuma nella terra di nessuno. Sono passati dieci minuti e gli azzurri devono già rincorrere. Il Porto, però, invece di sfruttare l’inerzia positiva si siede un po’ e allora il Napoli ne approfitta, uscendo alla distanza. Prima Hojlund sfiora l’1-1 con un tiro deviato da Martim Fernandes e fuori di un soffio, poi lo stesso danese è protagonista nel gol del pari. Azione complicata in area portoghese: per segnare servono tre tiri. Sui primi due, di Politano e dello stesso Hojlund di testa, è fenomenale Diogo Costa che però non può nulla sulla zampata di McTominay a porta vuota. Proprio Scott che fino a quel momento era stato uno dei peggiori. Nella ripresa, però, il Porto sale in cattedra e domina il Napoli, che si arrocca dietro e rischia di capitolare. Gabri Veiga ci va vicino al 60’ quando rischia di spaccare la traversa con una volée dal limite - dopo un super tacco di Samu - e poi trova il vantaggio dieci minuti dopo, servito nello spazio da Santi Gimenez. Il dieci si presenta da solo davanti a Meret e lo infila sotto le gambe. Nuovo vantaggio e Do Dragão in festa. A dieci dalla fine c’è spazio anche per il terzo gol: Kiwior salta da solo, ancora un centrale, ancora senza nessuna marcatura. Inaccettabile. E nel recupero arriva pure il quarto. Santi Gimenez - ancora lui! - scappa via e serve Samu a centro area, steso da Rafa Marin, espulso. Il centravantone si presenta dal dischetto e trasforma. Quattro a uno e tutti a casa.
Allegri alla vigilia aveva previsto una partita di sofferenza e così è stata. Il suo Napoli in emergenza ha lottato, ma poi ha ceduto di fronte a una squadra più in salute e più attrezzata. Nel primo tempo gli azzurri erano stati bravi a riprenderla, tenendo anche bene il campo. Nella ripresa, invece, sono crollati. Il Porto ha preso in mano il gioco, facendo girare la testa agli ospiti in maglia nera. Quella del Napoli nel secondo tempo era una nave in piena tempesta che prendeva secchiate a destra e sinistra. Poi Veiga, Kiwior e Samu l’hanno fatta affondare. La curva azzurra, al fischio finale, respinge addirittura la squadra. Gli urlano di andare a lavorare e di non andare a salutarli. Notte fonda a Oporto.
Farioli ha fatto vedere tutto il materiale pregiato che ha in bottega. Intanto, il gioco. Il Porto, anche in difficoltà, non ha mai rinunciato ai suoi principi: fraseggio elegante, pressing e corsa continui, terzini che si sovrappongono e vengono dentro, esterni che dribblano a più non posso. E gli azzurri sono stati travolti dalla marea di casa. L’allenatore di casa ha pure azzeccato i cambi, pescando dalla panchina anche Santi Gimenez, autore dell’assist del 2-1. Poi Kiwior e Samu hanno colorato la festa. Nel complesso ha meritato. Bene anche i singoli: Veiga, Pepé, Alberto Costa e il già citato Gimenez su tutti. Ora Francesco torna a vedere la luce anche in Champions dopo tre sconfitte di fila. Il motto della città l’ha imparato anche lui. Mai domi. E da oggi lo sa pure Allegri.
Porto (4-3-3): Diogo Costa; Martim Fernandes (67’ Sanusi), Bednarek, Kiwior, Alberto Costa; Gabri Veiga (78’ Hwang In-Beom) , Rosario, Froholdt; Borja Sainz (67’ Giménez), André Silva (56’ Samu), Pepê (78’ Fofana)A disp.: Clàudio Ramos, João Costa, Nehuén Pérez, Varela, Souza, Francisco Moura, Pietuszewski. All: Farioli
Napoli (3-5-1-1): Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin; Politano (81’ Lucca), Anguissa (78’ Lang), Gilmour, McTominay, Vergara (78’ Giovane); De Bruyne; HojlundA disp.: Contini, Milinkovic-Savic, Chiummarello, Lieto. All: Allegri
Arbitro: Oliver
Marcatori: 11’ Bednarek (P), 43’ McTominay (N), 71’ Gabri Veiga (P), 80’ Kiwior (P), 89’ Samu (P).
Ammoniti: Vergara (N), Anguissa (N), Rrahmani (N), McTominay (N), Gabri Veiga (P).
Espulsi: 89' Rafa Marin (N).
vs
1
vittorie
0
pareggi
0
vittorie
4
gol fatti
1
gol fatti
Precedenti a Oporto
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