NAPOLI - Il quasi fatal Verona: non come un anno fa, quando alla prima di campionato spalancò una mezza crisi diplomatica; neppure come nel 2021, quando all’ultima di campionato strappò al Napoli la qualificazione in Champions; però doloroso, assai, perché costringe il Napoli a presentarsi a San Siro, domenica sera, con ferite che l’acquazzone del Maradona non può certo sanare anche dopo un 2-2 tutto anema e core.
Nei dieci minuti che possono orientare il futuro immediato, il Verona riversa sul Napoli secchiate di ghiaccio, lo costringe al pari e costringe la squadra autorevole e dominante che sta lassù a lottare per lo scudetto a tirar fuori tutto il proprio orgoglio per evitare una sconfitta che al 45' sembrava probabile. Il Verona fa tutto bene, 5-3-2 con pressing basso e senza sprecare energia; il Napoli non ne indovina una per almeno un’ora, dopo che Montipò (8') ha sbattuto i pugni sul destro di Elmas. E se t’aspetti che un danese faccia un gol di tacco, banalmente sarebbe inevitabile puntare mezzo euro su Hojlund: ma, minuto 16', quando Martin Frese, il quinto a sinistra, va a chiudere sul traversone di Niasse, il giallo(blu) si sta compiendo e il Verona intuisce che dal ritiro post-Torino è uscito almeno più spregiudicato. Il Napoli non c’è, sotto ritmo e disadorno, e il Verona accetta cadeau, come il rigore che dopo quasi 5' di Var Orban va a trasformare sul mani di Buongiorno (26').
Un tiro di McTominay murato da Nunez, troppo poco per essere vero in 49' del primo tempo. Ma la partita perfetta la fa a lungo il Verona di Zanetti, che chiude, sta addosso nella sua trequarti, non concede linee di passaggio, prende tutte le seconde palle e resiste sulle fasce, in mezzo o con Montipò su Lang (8' st). E’ in quel momento che la gara si rimescola: dall’angolo, McTomninay trova lo stacco, senza incrociare Montipò, per riaprirla. E quando sembra la abbia riacciuffata Hojlund, il Var scova un mani del danese che sgonfia l’euforia e il guardalinee, un minuto dopo, toglie a McTominay il gol per fuorigioco. Uno choc dietro l’altro, dal quale il Napoli si rialza (82') con il destro del capitano, Di Lorenzo, che sembra un attaccante sul traversone di Marianucci. Serdar e Mosquera servirebbero al Verona per avere freschezza al posto di Niasse e Orban e il Maradona spinge, ovvio che sì, in una partita pazza e infinita, con Zanetti che non vorrebbe i suoi tutti indietro, perché il calcio può essere impietoso o diabolico o esaltante e 7' di recupero sono un mezzo tempo supplementare in cui non ci si nega nulla: il 2-3 mancato da Giovane e il pathos che accompagna sino a San Siro. Perché domenica diventa uno spartiacque e servirà un altro Napoli...
NAPOLI: Milinkovic-Savic; Buongiorno, Rrahmani, Di Lorenzo; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez (dal 11' s.t. Spinazzola); Lang (dal 31' s.t. Lucca), Elmas (dal 18' s.t. Marianucci), Hojlund. All. Conte
VERONA: Montipò; Nunez, Valentini, Bella-Kotchap; Frese, Bernede, Niasse (dal 42' s.t. Serdar), Gagliardini, Bradaric (dal 32' s.t. Nelsson); Sarr (dal 19' s.t. Giovane), Orban (dal 42' s.t. Mosquera). All. Zanetti
Arbitro: Marchetti
Ammoniti: 28' p.t. Orban, 7' s.t. Bradaric, 30 s.t. Bella-Kotchap.
Marcatori: 16' p.t. Frese, 27' p.t. Orban (rigore), 9' s.t. McTominay, 37' s.t. Di Lorenzo.
vs
22
vittorie
9
pareggi
2
vittorie
68
gol fatti
17
gol fatti
Precedenti a Napoli
| Competizione | Giocate | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Fatti | Subiti | G | V | P | S | GF | GS |
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